Dopo oltre duemila anni, ancora oggi, chiunque visita Pompei può incontrare tra le sue rovine, sparsa qua e la, la vite. E’ questa la testimonianza vivente delle radici profonde che ha la storia del vino in Campania.
Tutto inizia migliaia di anni fa, nell’8° sec. A.C., quando le prime viti giunsero trasportate dai coloni greci. Grazie al clima particolarmente mite e alla natura favorevole del terreno, ben presto, la vite adornò le colline Campane da dove i Romani la diffusero in tutta Italia prima e nel mondo poi. Qui, i romani producevano i vini degli imperatori e i naturalisti del tempo per primi studiarono, classificarono e descrissero i vitigni delle uve più pregiate: Greco, Fiano e Aglianico.
Nel cuore della Campania, si erge come un ardito pinnacolo Montefusco, l’antica Fulsulae ricordata da Tito Livio e divenuta più tardi capitale del Principato d’Ultra, corrispondente all’attuale provincia di Avellino. La moderna cantina, baricentro delle vigne dislocate a raggiera, è incastonata nello splendido scenario naturale di Serra di Montefusco, a circa 650 s.l.m, da cui domina le tre zone di produzione dei vini Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi.





